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I Premi

Antenna d’Oro
Premio assoluto Miglior Cortometraggio
L’impianto radiotrasmettitore di Caltanissetta è un impianto, ora inattivo, per la radiodiffusione in onde lunghe, medie e corte. Il suo principale elemento è un’antenna omnidirezionale di 286 metri di altezza, che detiene il primato per la struttura più alta d’Italia.
La struttura,  situata sul Colle Sant’Anna è costituita da una torre autoportante a traliccio, provvista di tiranti. Il trasmettitore in onde lunghe ha una potenza di 10 kW.
L’impianto, di proprietà della RAI, fu inaugurato nel 1951 e utilizzato per la trasmissione in onde lunghe sui 189 kHz. Gestito nell’ultimo periodo da Rai Way, è stato spento nell’agosto 2004, a causa del progressivo allontanamento dell’audience dalla radio AM e del costo di mantenimento degli impianti, che ha spinto numerose emittenti ad abbandonare le trasmissioni in queste bande.
L’impianto ad onde corte, costituito da antenne separate dalla struttura principale, operava sulle frequenze di 6060 kHz con 3 kW di potenza, mentre sui 7175 e 9515 kHz con 5 kW.  In precedenza, l’impianto sui 6060 kHz era usato con una potenza di 25 kW.
E’ stato utilizzato anche per le trasmissioni di un notiziario in lingua araba trasmesso in onde medie (Caltanissetta 1 - 567 kHz).
Fino al 1965 deteneva anche il primato di struttura più alta d’Europa battuto dalla Belmont Transmitting Station alta 388 metri situata in Gran Bretagna, tuttora la più alta struttura di tutta l’Unione Europea. L’antenna è visibile da più di 30 km di distanza dal capoluogo nisseno. Per la manutenzione periodica sono costantemente presenti tecnici specializzati per i lavori ad alte quote.
Da alcuni anni l’amministrazione comunale ha in progetto l’illuminazione dell’antenna con suggestivi giochi di luce che la renderanno un’opera unica nel panorama siciliano ed anche italiano.
Per questa iniziativa si aspetta il parere della RAI.


Trabonella
Miglior Cortometraggio, Categoria “Io diverso da chi?”
Ubicata sulla riva destra del fiume Imera,  la zolfara di Trabonella è stata, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, la più grande delle miniere nissene sia per il numero di operai sia per la dotazione di attrezzature estrattive, al tempo stesso però essa è tristemente ricordata come teatro di episodi tragici.
Nel 1863 infatti, uno scoppio di grisou provocò la morte di 82 lavoratori, solo pochi anni dopo, nel 1867, all’interno delle gallerie morirono di asfissia per anidride solforosa ben 42 operai. Infine nel 1911 un’altra grave sciagura segnò la storia della miniera: uno scoppio di grisou provocò un incendio che durò 10 giorni nel quale morirono 40 operai e 16 rimasero feriti. In seguito a questo disastro la miniera rimase chiusa fino al 1914.
Oltre ad essere insicuro, l’ambiente delle miniere era anche insalubre: il manifestarsi di malattie come l’anchilostomiasi (detta anche “malaria delle solfare”), di patologie di varia gravità all’apparato respiratorio, e di varie forme di artrosi era comunissimo tra i minatori. Queste drammatiche condizioni imposero allo Stato, a partire dal 1898, un concreto intervento per garantire la salute e la sicurezza sul lavoro agli zolfatari.
Oggi sul territorio della miniera di Trabonella grava il vincolo minerario paesaggistico “Media Valle del Salso o Imera Meridionale” e la miniera in atto di proprietà del Demanio regionale, è affidata in custodia al Comune di Caltanissetta.
Con le sue contraddizioni la miniera di Trabonella è fortemente rappresentativa della storia e  della “Civiltà delle Zolfare” e costituisce un paradigma di tutte le difficoltà, gli errori ma anche le innovazioni, le sperimentazioni, le scoperte che caratterizzarono lo sfruttamento dei filoni solfiferi Siciliani per più di due secoli.


Gessolungo
Miglior Cortometraggio, Categoria “Tema Libero”
Il bacino di Caltanissetta, di cui faceva parte il gruppo solfifero di Gessolungo, si rivelò grazie alla privilegiata posizione geografica, estremamente avvantaggiato. Il gruppo minerario di Caltanissetta fu uno dei primi ad essere coltivato nel versante Nord della Miniera di Gessolungo sono ancora visibili delle buche nel Briscale (Zolfo ossidato ed emergente in superficie) risalenti agli inizi del XVIII secolo. La miniera di Gessolungo detiene però un altro triste primato. Nel 1881 infatti, la zolfara fu funestata dalla più grande sciagura mai verificatasi in Sicilia: per uno scoppio di grisou morirono ben 81 lavoratori.
Fu così profonda la commozione popolare che si richiese e si ottenne la sepoltura delle vittime in un cimitero, il “Cimitero dei Carusi”, costruito per l’occasione nei pressi della zolfara nissena e tuttora visitabile.
Al sempre crescente accumulo di capitali da parte di pochi proprietari si contrapponeva lo sfruttamento di tanti operai. La forza lavoro, spesso anche minorile, veniva utilizzata nelle zolfare senza nessuna prevenzione degli infortuni, con orari lavorativi e con paghe al limite dell’umano. Diversi scioperi, occupazioni e serrate costellarono la storia dello sfruttamento minerario delle zolfare e la miniera Gessolungo fu nel 1903 uno dei centri della rivolta antigovernativa.
Tra le altre vertenze, in quell’anno si richiese con forza il riconoscimento giuridico della Lega dei Zolfatari come legittima rappresentanza dei lavoratori.
L’interesse culturale verso il mondo degli zolfatari siciliani si caratterizzò notevolmente nel secondo dopoguerra: poeti, scrittori, pittori, giornalisti, fotografi, registi descrissero le miniere e la vita delle zolfare. In particolare nelle zone del bacino nisseno sono da citare il servizio fotografico realizzato da Trenkler di Lipsia nel 1904  e parte del film “Cavalleria Rusticana” girato da Rossellini.


San Michele
Miglior Cortometraggio Comico
“San Michele” è il patrono della nostra città. Il significato etimologico del nome Michele è “Chi è come Dio?” e nella Sacra Scrittura San Michele Arcangelo è considerato “capo supremo dell’esercito celeste” cioè degli angeli in guerra contro il male (ed è per questo che nell’arte figurativa viene ritratto armato in atto di combattere il demonio).
Il Santo venne eletto patrono della città di Caltanissetta nella prima metà del ‘600. Quando infatti nel 1624 scoppiò in Sicilia la peste, si temeva che l’epidemia giungesse fino in città. Le mura cittadine furono protette da guardie per impedire l’accesso ai forestieri con il timore che questi ultimi potessero portare la malattia in città. Un uomo infetto cercò di entrare in città, e nello stesso tempo un frate cappuccino fra’ Francesco Giarratana ebbe la visione dell’Arcangelo Michele che con una spada spingeva l’appestato, che stava già entrando in città, a tornare indietro. A confermare l’avvenuto miracolo fu il ritrovamento dell’uomo infetto proprio alle porte della città, presso una grotta. Fu così che il Santo venne proclamato protettore della città. Presso la grotta, in contrada Sallemi, fu costruita una cappella che venne poi ampliata nel 1837, costituendo il Santuario di San Michele. La statua del Patrono fu costruita dallo scultore Stefano Li Volsi e a questo proposito una leggenda narra che l’artista nel delineare il volto, degno delle sembianze di un angelo, ebbe difficoltà; così pregò il Signore che gli desse la giusta ispirazione e addormentatosi al suo risveglio trovò il bel volto realizzato.
A Caltanissetta si svolgono due feste in onore di San Michele. Una si svolge l’8 maggio in memoria dell’apparizione del Santo Patrono. La sua statua viene portata in processione dalla Cattedrale, dove viene custodita, fino al santuario a lui dedicato. La statua rimane lì per qualche giorno, per poi ritornare in Cattedrale. L’altra festa viene celebrata il 29 settembre, giorno liturgico. Dopo il solenne pontificale celebrato dal Vescovo, la statua viene portata in processione lungo le vie del centro. Durante la processione un devoto grida: “E gridammo tutti!” e tutti gli altri rispondono: “Viva lu principi San Micheli Arcangilu”. La processione termina con i tradizionali fuochi d’artificio.


Rosso di San Secondo
Miglior Cortometraggio Straniero
Pier Maria Rosso di San Secondo nasce a Caltanissetta il 30 Novembre 1887 dal conte Francesco e di Emilia Genova.
Nel 1934 sposa Ingle Redlich, una giovane studentessa universitaria di origine polacca.
Autore teatrale rappresentato in tutto il mondo, su proposta di Pirandello ottiene il Premio dell’Accademia d’Italia, che gli permette di costruirsi una villetta, a Lido di Camaiore.
La sua nuova casa diventa meta di artisti e di estimatori che vengono accolti con sincera amicizia, ma la sua malattia è inesorabile e il 22 novembre 1956 muore nella sua casa di Lido di Camaiore.
Viene provvisoriamente sepolto a Capezzano Pianore; dopo qualche anno le sue spoglie troveranno definitiva dimora in Caltanissetta.
Il nisseno Rosso di San Secondo è l’autore più europeo di inizio novecento.
Sin da subito coglie la necessità di un teatro libero da schemi precostituiti, di un nuovo linguaggio, indiscutibilmente poetico, un nuovo modo di narrare la condizione umana e la solitudine dell’uomo.
Nel suo teatro e nella sua narrativa i temi dell’accettazione e della ribellione, del destino e del tragico, della carne e dell’anima, la realtà e la fantasia, diventano elementi portanti della sua poetica del vero.
Rosso ricerca l’autenticità delle cose nei conflitti interni ed esterni delle cose, nei silenzi, nei drammi della passione, nel sesso, nell’erotismo, nella solitudine, nella follia. Un vero e proprio sperimentatore che si allontana decisamente dallo stile di scrittura teatrale in auge in quel periodo. Il suo stile vero, diretto ma pur sempre poetico, dona alle sue creature quell’accento di favola nord europea ma intrisa del fuoco di un vero meridionale.


Redentore
Miglior Cortometraggio di Animazione
Il monumento al Redentore si trova sulla vetta più alta del Monte San Giuliano, che sovrasta tutta Caltanissetta. Si tratta di un piedistallo contenente nel suo interno una cappella, che inizia a pianta quadrata e diventa circolare per concedere un adeguato appoggio alla statua del Redentore. All’inizio del XX secolo vennero commissionati da papa Leone XIII diciannove monumenti a Cristo Redentore, una in ogni regione d’Italia (all’epoca 19). Tra le regioni che risposero all’appello del Papa vi fu la Sicilia che scelse come luogo per l’erezione del monumento la vetta del Monte San Giuliano, nel cuore dell’isola. Il progetto fu affidato all’architetto Ernesto Basile, figlio di Giovan Battista Filippo Basile (l’architetto del Teatro Massimo di Palermo).La prima pietra venne posata il 13 maggio 1900. La statua del Redentore arrivò da Roma il 30 luglio, ma non furono fatti grandi festeggiamenti perché il re d’Italia Umberto I era stato appena assassinato a Monza ed era stato proclamato il lutto nazionale. Sempre per questa ragione l’inaugurazione del monumento venne rimandata: dalla fine di agosto fino al 30 settembre del 1900 in città vi furono grandi festeggiamenti e l’inaugurazione avvenne alla presenza di cardinali, vescovi, clero e popolo venuti da tutta la Sicilia.


Premio Alta Qualità Sonora
Il Gruppo Tematico per la Cinematografia Sonora ha istituito un premio per il suono al Kalat Nissa Film Festival.
I cortometraggi selezionati sono stati visionati da alcuni componenti del GTCS e valutati secondo criteri relativi a presa diretta, rumori, montaggio del suono, musiche e mix.
Al vincitore verrà riconosciuta una targa del GTCS ed un buono spesa per attrezzature cinematografiche di ripresa sonora da Lambda s.r.l., sponsor del festival.
Ecco la giuria per il Kalat Nissa Film Festival che attribuirà il Premio Speciale al Sonoro Simone Corelli, Fabio Felici, Gilberto Martinelli, Alessandro Travaglini Andrea Caretti, Alberto Colajacomo, Alberto Pinto.
Premio GCTS al Corto Deja-moo di Stefan Muller –Germany.
Menzioni speciali a: - Shame and glasses di Alessandro Riconda –Italy. - Rabbit and deer di Peter Vacz –Hungary. - Electric indigo di Jean Julien Collette – France.


 

 

Il Catalogo

copertina catalogo 2017

Albo d'Oro/Golden list

Winner Kalat Nissa Film Festival 2017:
Eric Romero
Winner Kalat Nissa Film Festival 2013:
Mario Parruccini
Winner Kalat Nissa Film Festival 2016:
Edoardo Palma
Winner Kalat Nissa Film Festival 2012:
Riccardo Di Gerlando
Winner Kalat Nissa Film Festival 2015:
Isabella Salvetti
Winner Kalat Nissa Film Festival 2011:
Francesco Filippi
Winner Kalat Nissa Film Festival 2014:
Anna Yanovskaya